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Archive for the ‘Cinema’ Category

Un mio pezzullo sul Corriere Fiorentino di oggi

Benigni e Troisi

Benigni e Troisi

La maschera da attore ce l’ha: il mento pronunciato ricorda un po’ Totò e un po’ Troisi. Ma a rendere inequivocabili le origini vesuviane di Vincenzo Montella è soprattutto quell’ironia leggera e allo stesso tempo amara con cui spesso affila i pensieri. Qualche esempio. Indicando un manichino che indossa la maglia viola: «Ecco il giocatore che mi serviva. Speriamo che almeno lui non si rompa… O lo abbiamo comprato già rotto?». E ancora, prima della maledetta finale di Coppa Italia all’Olimpico: «Della Valle? Lo sento addosso come un difensore asfissiante». Per non parlare della battuta rivolta all’ex designatore Braschi: «Se certe mie affermazioni vengono recepite dalla classe arbitrale come chiacchiere da bar, io mi sento offeso perché in quel momento stavo parlando proprio al barista». Infine la risposta alle critiche di inizio stagione: «Firenze è più famosa per la guerra tra Guelfi e Ghibellini che per la bellezza del Ponte Vecchio». (altro…)

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Un mio pezzo uscito oggi sul Corriere Fiorentino

Peppa e la sua famiglia

Peppa e la sua famiglia

Salve sono Silvia D’Achille, Madame Peppa Pig per amici e colleghi. E qui — seguendo il canovaccio del fortunatissimo cartoon arrivato su Rai Yo Yo dall’Inghilterra quasi tre anni fa — dovrebbe seguire un grugnito. Ma come si fa a rendere su carta movimenti, frasi, azioni, linguaggio della maialina più amata dai bambini da zero a sette anni? Difficile. Eppure lei, Silvia D’Achille, trentatré anni, editor della Giunti, ci sta riuscendo. Eccome. Basta scorrere i dati di vendita delle quasi trenta pubblicazioni a sua firma che hanno come protagonista Peppa Pig (compresi i libri da colorare e quelli con giochi o materiale audio): più di sei milioni e mezzo di copie vendute da maggio 2011 a oggi. (altro…)

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Caos calmo

Arriva il momento di girare la chiave e mettere in moto. Lasciandoti alle spalle la panchina-rifugio da dove hai visto passare volti sconosciuti che diventano amici, volti amici che giocano a rincorrersi. Nel caos calmo di tormenti che ti scivolano addosso. Perché già basta quello che non senti. E non c’è posto per quello che dovresti sentire. Arriva il momento di girare la chiave e muoversi. Verso l’amore trasparente.

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Un lupo reporter, una nonna sprint e un’esilarante capretta canterina: ecco la vera storia di cappuccetto rosso. L’ho vista in dvd sabato sera e non ridevo così da tempo. Da tenere in videoteca e tirar fuori quando l’umore è grigio.

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Knut firma un contratto per Holliwood. Poi dice che fare l’orso non conviene.

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53 anni, 7 mesi e 11 giorni

L’amore ai tempi del colera (il film). Quasi due ore e mezza su un’illusione che non riesce ad emozionare. E, si sa, senza emozioni non può esserci illusione. Neanche al cinema. Lontano anni luce dalla passione descritta nel libro.

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Premetto che non ho visto manco un minuto della fiction su Totò Riina. Mi fido dei racconti di mia sorella, che fa la prof in un liceo della provincia di Napoli. Mi dice che i suoi alunni (dai 16 ai 18 anni) sono letteralmente stregati dalla figura del boss di Corleone. Non escono di casa quando vanno in onda le puntate. Ne parlano, descrivono le imprese, ne tessono le lodi (“un vero uomo”). Si scambiano perfino le foto sui cellulari (quelle dell’attore che lo interpreta, ma anche le immagini del vero Riina, scaricate da Internet). Lasciando da parte ogni – più o meno utile – analisi sociologica sugli adolescenti e sul loro quadro di valori, una cosa mi sembra indiscutibile: trasmettere, in prima serata, una semplificazione televisiva di argomenti così complessi è un’operazione quantomeno azzardata. Anche – e soprattutto – sotto il profilo culturale. (altro…)

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