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Archive for the ‘Calcio’ Category

Al campo di San Marcellino

Al campo di San Marcellino

Laura Paoletti, la prima team manager donna ad andare in panchina nella storia della serie A, è seduta a gambe incrociate sul prato sintetico del campo di allenamento di San Marcellino. È appena dietro Sauro Fattori, il mister della Fiorentina Women’s Football Club: ascolta, osserva, confabula con le altre collaboratrici mentre le ragazze si allenano sotto il sole delle quattro del pomeriggio. È lei il trait d’union tra il viola dei maschi e quello delle donne. Lei che lo scorso anno ha girato gli stadi d’Italia e di mezza Europa con Montella, Borja, Pizarro e che ora metterà a disposizione, da club manager, le sue competenze in una nuova avventura: «Dalle giovanili alla prima squadra, la mia esperienza nel mondo del calcio è quasi completa. Ho imparato tanto e lo metterò in pratica con loro», racconta mentre osserva le magliette bianche che spostano la porta per la partitella. (altro…)

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Un pezzullo uscito sul Corriere Fiorentino di oggi

La famiglia di Pepito

La famiglia di Pepito

Nonne, cugini, sorelle, nipoti, zii: in canottiera sotto una foto della nazionale colombiana. O in maniche di camicia davanti all’albero di Natale. Ogni foto è Paese. La Colombia di Cuadrado, con i suoi colori forti e  l’allegria di  una cumbia. Il New Jersey  (Stati Uniti) di Pepito Rossi, con  il calore del legno alle pareti e gli sguardi fieri degli italiani d’America. Ritratti di famiglia: chissà Rembrandt come li avrebbe dipinti i signori del pallone. «A ciascuno il suo» direbbe Leonardo Sciascia. Ma questo non è un giallo. Anche se, probabilmente, solo il fiuto di un detective sarebbe in grado di svelare il mistero di Mario Gomez: ma quel naso e quegli occhi che spuntano da un mare di schiuma costipato in una vasca da bagno  sono davvero del tedesco o di un hacker coreano convinto di essere sul profilo Facebook di un dirigente della Sony? Buon Natale a tutti: «Frohe, schöne und weiße Weihnachten an alle!». E c’è chi gli risponde: «Attento porca miseria a non infortunarti mentre esci dalla vasca scivolando… Ogni volta che fai qualcosa mi viene un colpo al cuore…». Più esplicita invece la richiesta di una ragazza italiana: «Mario, perché non ti presenti così sotto il mio albero? Con meno schiuma, grazie». Cosa  ne penserà la bella Carina Wanzung? Potere dei social network, che permettono di abbattere ogni barriera. Anche (e soprattutto) quella del pudore.  Per fortuna c’è Borja Valero: sempre misurato, mai fuori posto. Perfino nelle decine di  immagini con  tema giratine a Firenze che  pubblica su Instagram.

Ritratto della famiglia Cuadrado

Ritratto della famiglia Cuadrado

Per gli auguri di Natale ha deciso di coinvolgere non i due pargoli — oramai conosciutissimi dal  popolo dei «like» — ma altri  componenti della famiglia (a giudicare dalla somiglianza, la sorella della moglie Rocio). A proposito, Pepito in questi giorni di festa è particolarmente attivo  in modalità social. Oltre ai video   mentre fa da allenatore a un gruppo di ragazzini americani, ha postato le immagini del cugino e della sorella minore: «The best people in the entire world». Nice to meet you.  Infine Gonzalo Rodriguez, che —  dall’altra parte del mondo — ci mostra le acrobazie in piscina insieme alla nipotina. Coraggio, mancano ancora una decina di giorni alla ripresa del campionato…

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Un mio pezzullo sul Corriere Fiorentino di oggi

Benigni e Troisi

Benigni e Troisi

La maschera da attore ce l’ha: il mento pronunciato ricorda un po’ Totò e un po’ Troisi. Ma a rendere inequivocabili le origini vesuviane di Vincenzo Montella è soprattutto quell’ironia leggera e allo stesso tempo amara con cui spesso affila i pensieri. Qualche esempio. Indicando un manichino che indossa la maglia viola: «Ecco il giocatore che mi serviva. Speriamo che almeno lui non si rompa… O lo abbiamo comprato già rotto?». E ancora, prima della maledetta finale di Coppa Italia all’Olimpico: «Della Valle? Lo sento addosso come un difensore asfissiante». Per non parlare della battuta rivolta all’ex designatore Braschi: «Se certe mie affermazioni vengono recepite dalla classe arbitrale come chiacchiere da bar, io mi sento offeso perché in quel momento stavo parlando proprio al barista». Infine la risposta alle critiche di inizio stagione: «Firenze è più famosa per la guerra tra Guelfi e Ghibellini che per la bellezza del Ponte Vecchio». (altro…)

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Un mio articolo sul Corriere Fiorentino

Ragazzini in campo

Ragazzini in campo

Quanti ragazzini diventeranno Neymar o Messi? E, soprattutto, quali sono gli elementi che possono fare  la differenza per entrare nell’Olimpo del pallone? Perché da solo — si sa — il talento non basta.  Chi bazzica i campi di calcio, a qualsiasi livello, tante volte ha sentito pronunciare la frase: «Sì, ha piedi buoni, ma la testa…». Già, la testa, un universo misterioso fatto di storie personali ma anche di fattori esterni, socio-culturali. Spesso i club, a cominciare dalla serie A, per affrontare tutto ciò che entra nella sfera psicologica degli atleti si affidano all’esperienza  di allenatori o comunque di ex calciatori. Quasi mai c’è un approccio scientifico, anche se qualche segnale arriva: proprio la Fiorentina giovedì scorso ha scelto come team manager Laura Paoletti, trentaquattrenne laureata in psicologia con esperienza da «mental coaching» nelle giovanili viola.

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Un po’ per gioco, un po’ sul serio. Sul Corriere Fiorentino

Il saluto di Pepito

Il saluto di Pepito

Due fiorentini d’adozione e una città in subbuglio. Cesare contro Pepito o Pepito contro Cesare, dipende dai punti di vista. Anche perché la singolar tenzone è calcistica, ma non solo. Il fiorino d’oro (e cittadino onorario) che scarica, dopo averlo a lungo coccolato («un esempio per tutti»; «è a metà tra Baggio e Zola»), il genio italo-americano entrato nel Pantheon viola con la tripletta alla Juventus del 20 ottobre 2013. Apriti cielo. (altro…)

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Il mio editoriale di oggi sul Corriere Fiorentino 

Che cosa c’entra lo sport con il vergognoso spettacolo andato in scena all’Olimpico? Doveva essere una festa, è stata una disfatta, l’ennesima, per il calcio italiano. C’è un’immagine che sintetizza meglio di altre la notte di Roma: lo sguardo impaurito di un bambino dai riccioli biondi che dagli spalti, in braccio al babbo, osserva il lancio di petardi sugli steward e i Vigili del Fuoco dalla curva degli ultras del Napoli. Non sappiamo se fosse fiorentino o napoletano. Poco importa. La domanda è un’altra: che cosa ricorderà lui della partita? I gol di Insigne, Martens e Vargas o la paura per quei botti violenti?  (altro…)

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Un mio pezzo uscito oggi sul Corriere Fiorentino

(foto Bramo/Sestiti)

(foto Bramo/Sestiti)

Entri e ti rendi conto subito che quella non è una classe come le altre: i borsoni viola in fondo all’aula, un paio di guanti da portiere sotto il banco. E poi tutti indossano felpe bianche col cappuccio, come in un college americano. O quasi: «Lì basta essere bravi soprattutto nello sport, da noi invece il rendimento scolastico conta, eccome. Vogliamo formare ragazzi in grado di trovare la loro strada, anche se non dovessero diventare campioni».
Le 9 del mattino, via Lamarmora 35, sede delle Scuole Pie Fiorentine, l’istituto dei padri Scolopi.Dalla materna al liceo, qui c’è un banco per ogni età. E da settembre anche per chi sogna di diventare un atleta professionista, alla Pepito Rossi. Ma non solo. (altro…)

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