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Archive for giugno 2014

Un mio articolo sul Corriere Fiorentino

Ragazzini in campo

Ragazzini in campo

Quanti ragazzini diventeranno Neymar o Messi? E, soprattutto, quali sono gli elementi che possono fare  la differenza per entrare nell’Olimpo del pallone? Perché da solo — si sa — il talento non basta.  Chi bazzica i campi di calcio, a qualsiasi livello, tante volte ha sentito pronunciare la frase: «Sì, ha piedi buoni, ma la testa…». Già, la testa, un universo misterioso fatto di storie personali ma anche di fattori esterni, socio-culturali. Spesso i club, a cominciare dalla serie A, per affrontare tutto ciò che entra nella sfera psicologica degli atleti si affidano all’esperienza  di allenatori o comunque di ex calciatori. Quasi mai c’è un approccio scientifico, anche se qualche segnale arriva: proprio la Fiorentina giovedì scorso ha scelto come team manager Laura Paoletti, trentaquattrenne laureata in psicologia con esperienza da «mental coaching» nelle giovanili viola.

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Un mio articolo sul Corriere Fiorentino

Marco Crespi a Siena

Marco Crespi a Siena

Ore 23.06: gli ultimi secondi della storia della Mens Sana Basket hanno la faccia spiritata di Marco Crespi, il coach che  si è preso  l’onore — e soprattutto l’onere — di guidare fino all’ultima sirena il più titolato club    degli anni Duemila (otto scudetti, cinque coppe Italia, sette Supercoppe dal 2004 a ieri). Ci hanno provato Haynes, Hunter, Carter, capitan Ress, la squadra delle meraviglie: sono stati lì a un passo dalla leggenda, ma Milano ha avuto più fortuna e più costanza. È una questione di palloni che entrano e palloni che escono.  Mai era capitato in una finale scudetto italiana che si arrivasse a gara sette. E non poteva essere altrimenti. (altro…)

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Un po’ per gioco, un po’ sul serio. Sul Corriere Fiorentino

Il saluto di Pepito

Il saluto di Pepito

Due fiorentini d’adozione e una città in subbuglio. Cesare contro Pepito o Pepito contro Cesare, dipende dai punti di vista. Anche perché la singolar tenzone è calcistica, ma non solo. Il fiorino d’oro (e cittadino onorario) che scarica, dopo averlo a lungo coccolato («un esempio per tutti»; «è a metà tra Baggio e Zola»), il genio italo-americano entrato nel Pantheon viola con la tripletta alla Juventus del 20 ottobre 2013. Apriti cielo. (altro…)

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