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Archive for marzo 2012

Un mio articolo uscito oggi sul Corriere Fiorentino

Fin quando rimangono nel solco del folklore calcistico, le uscite di Piero Camilli, patron del Grosseto, possono pure risultare simpatiche. Perché riportano alla mente le gesta dei presidenti anni Ottanta: quelli che l’amalgama è un calciatore da acquistare chissà dove, quelli che ventisei chili di sale sparsi sul campo o un pellegrinaggio al santuario di Montenero possono bastare a evitare una retrocessione. Fin quando, dunque, si tratta di uno, due, tre, anche cinque allenatori esonerati, siamo nel novero delle scelte legittime del proprietario di un club. Ma se ad essere cacciati via — con una mail in cui si comunica la sospensione dell’accredito — sono uno, due, addirittura tre cronisti che hanno semplicemente raccontato (con computer e macchina fotografica) l’indecoroso spettacolo andato in scena sabato scorso in tribuna e nel parcheggio dello stadio Zecchini, la faccenda diventa molto seria. Perché non solo viene negato il diritto e la libertà di informazione, sanciti (ricordarlo non fa mai male) dalla nostra Costituzione, ma vengono anche offesi sia la dignità che il lavoro di tre colleghi (Fiorenzo Linicchi, Giancarlo Mallarini, Matteo Alfieri). La prevaricazione, la prepotenza, l’intimidazione sono pratiche da rifiutare sempre, in qualunque contesto e anche nel mondo dello sport. Il presidente Camilli, oltre a dare il cattivo esempio (sia sabato che nei giorni successivi) ha creato un precedente pericoloso, che va condannato. A tutti i livelli. I cdr, l’Associazione Stampa Toscana, l’Ussi lo hanno fatto, chiedendo la revoca di quelle decisioni. Ma finora è servito a poco: i tre colleghi di fatto non sono in condizioni di svolgere serenamente il proprio lavoro. Cose che possono sembrare «normali» solo in ambienti dove la pratica democratica è gravemente compromessa.

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