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Archive for ottobre 2008

Io non so quanto siano attendibili le minacce di morte a Roberto Saviano. Non sta a me saperlo. Io so solo che sono allergico alla retorica. So solo che se uno scrittore, giovane, coraggioso, dovesse veramente essere vittima di un attentato, le colpe ricadrebbero su chi in questi anni ne ha fatto un eroe. Per nascondere le proprie negligenze e la propria incapacità ad affrontare l’attacco (anche culturale) lanciato dalla criminalità organizzata. Ho l’impressione che Saviano serva soprattutto alla classe dirigente campana per lavarsi la coscienza: “Tanto c’è lui”. Basta un attestato di solidarietà un mese sì e l’altro pure per dare l’impressione all’opinione pubblica che una risposta allo strapotere dei clan ci sia. No, non funziona così. Mentre tutt’Italia – dieci anni fa, o giù di lì – applaudiva il rinascimento napoletano, fatto di piazze simbolo liberate dalle auto, Scampia diventava il crocevia internazionale del traffico di droga. Tutti sapevano, ma non si poteva dire: “Non disturbare il manovratore”. Ma allora qualcuno ci provò lo stesso (basta andare a scorrere le collezioni dei quotidiani locali di quegli anni). Oggi un romanzo che, in buona parte, raccoglie vicende già raccontate da articoli di giornale e da atti giudiziari, diventa un caso. Non solo editoriale (magari fosse solo questo), ma mediatico, politico. No, c’è qualcosa che non funziona. C’è un corto circuito insopportabile. Che danneggia non solo la società meridionale, ma anche lo stesso Saviano. Purtroppo. A sostegno di questo mio sfogo notturno, metto qui sotto un articolo pubblicato ieri sul Roma, quotidiano napoletano.

di ANDREA MANZI (dal Roma)

Dispiace che Roberto Saviano tolga le tende e vada un po’ all’estero per rientrare nella sua età e gustarsi amori e birre che anche un ventottenne cresciuto troppo in fretta merita. La vita pericolosa da lui affrontata con spirito di “servizio” ci avrebbe fatto prevedere sviluppi diversi, pur in presenza del rischio di un attentato peraltro vago, frettolosamente amplificato ed ora finanche smentito.
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