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Archive for 18 settembre 2008

La magia del tasto “on”

C’è sempre una sorpresa (a volte piacevole a volte meno) in un computer (o in un telefonino) che non utilizzi da tempo. Il tasto “on” non viene pigiato da un po’ per una qualsiasi ragione (perché l’aggeggio è in una casa dove oramai vai solo qualche giorno l’anno; perché è vecchio e l’hai voluto sostituire; perché non hai resistito al richiamo e hai comprato un modello all’ultimo grido tecnologico) e quando accade, puff, si (ri)materializzano le parole. Quelle congelate lì, in qualche polveroso microchip. Chat di qualche mese prima, frasi appuntate per ricordare qualcosa, un accenno di racconto che non finirai mai, una catena di sms. Stati d’animo che, come scolari alla fine del quadrimestre, si mettono in fila davanti alla scrivania per essere interrogati. Tu chi sei? Ah, già, ricordo: tu sei l’ansia di mettere insieme i cocci e le paure di un sogno svanito in un soffio di maestrale. E tu? Già, tu sei la rabbia per un urlo soffocato in gola. Tu, invece, la sorpresa per attenzioni non richieste e proprio per questo luminose, ma troppo veloci. E tu? Tu? Tu? Tu? Poi ti fermi e pensi alle date di quegli spicchi di vita fissati su un pezzo di silicio. A quello che sentivi allora e all’effetto che ti fanno oggi. E ti viene da sorridere. Perché sono solo parole che giocano con il tempo. Si rincorrono, si acchiappano, si abbracciano, scappano di nuovo. Ma il loro significato, nel frattempo, è già cambiato cento volte. Insieme a chi le ha scritte, lette, rilette, ascoltate, ricevute, pensate. C’è sempre una sorpresa nel riaccendere un computer (o un telefonino) che non utilizzi da tempo. E’ la magia del tasto “on”.

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