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Archive for agosto 2008

Giorni di incontri, inaspettati. Giorni di racconti e di attese. Giorni di musica nell’iPod. Due occhi azzurri spalancati sull’innocenza; un abbraccio caldo, che accorcia il tempo trascorso dall’altra parte del mare a inseguire sogni paralleli. E l’affetto che vive, perché non c’è una ragione per farlo morire.
Due occhi scuri, curiosi. Mani che si cercano, nella voglia di scoprirsi ancora. In un sentiero sconosciuto. Finora. Parole nude che, nella notte, avvolgono il freddo di fine estate.
Due occhi di lacrime non piante, gonfi di spavalda insicurezza. Un salto nel tunnel dell’ovvio, solo perché la passione diventa troppo complicata da vivere. Soprattutto quando è semplice. Giorni di sorrisi, sorprese, delusioni. Una volta tanto canzone per me. Sarà per sempre?

Colonna sonora: Negramaro (Una volta tanto, Un passo indietro); Samuele Bersani (Spaccacuore); Sergio Cammariere (Per ricordarmi di te); Giuliano Palma (Se ne dicon di parole)

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Quel che resta

… E ancora mille volte, mille anni, ci scommetto, mi ringrazierai
per quel sorriso ladro e per i giochi, i mille giochi che sapevi già
e ancora mi dirai che non vuoi essere cambiata, che ti piaci come sei
Però non mi confondere con niente e con nessuno, e vedrai
niente e nessuno ti confonderà
soltanto l’innocenza nei miei occhi, ce n’è già meno di ieri, ma che male c’è
le navi di Pierino erano carta di giornale, eppure vedi, sono andate via
magari dove tu volevi andare ed io non ti ho portato mai
e puoi chiamarmi ancora amore mio…

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Esiste un gioco che s’impara col tempo. Le sfumature (e i contesti) variano, a seconda dei giocatori. Ma il nome rimane sempre lo stesso: il monopoli dei sentimenti. Scegli una pedina e la fai muovere lungo un tracciato. Che all’inizio non è mai chiaro. Poi, pian piano, prende forma. Alt, fermo un turno. Riparti dal via. Imprevisti, probabilità. Lo scopo? Portare a casa quante più emozioni possibile. In che modo? Scambiandole col tuo compagno-avversario. Non esistono dadi, non esistono monete. Solo sorprese, delusioni. Gioie, incazzature. Risate, pianti. Baci, schiaffi. Chi vince? Tutti o nessuno. O, spesso, chi è più bravo a difendersi. Ci sono due semplici regole: la voglia e il rispetto del gioco. Chi non ce l’ha (o le perde) è inevitabile che butti tutto all’aria. E a questo punto neanche lui/lei sa bene se ha vinto o è stato sconfitto/a. Solo l’inizio di un’altra partita, forse, potrà stabilirlo. Anche se la cosa più difficile poi diventa dimenticare quella precedente…

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Il bacio

Sfioro, leggero, le tue labbra. Profumo di primavera. C’è un temporale in arrivo. Non importa aprire l’ombrello. Cercherò riparo sotto quella rosa che m’hai mostrato nel giardino delle rose. Anche l’ultimo dei respiri è salvo. E sfioro, leggero, le tue labbra. Sottili, come i fili della luna che illuminano i tuoi occhi. Le rane cantano, incantate dal caldo della notte. Lancio un sasso nello stagno dei desideri. Le nostre ombre si muovono, incorniciate in anelli d’acqua. Sempre più vicini. Sempre più lontani.

P.s. Tutta colpa di Giovanni Allevi

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