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Archive for febbraio 2008

Primi vagiti

Poco tempo per il blog, tanto da dedicare alla nuova avventura che finalmente ha fatto il suo debutto (positivo) nelle edicole fiorentine. Magari più in là metterò insieme sensazioni, paure, ansie, aspettative, che frullano nella mia mente ancora senza un ordine preciso. Per il momento mi lascio cullare dalle sorprese (positive e negative che siano).
P.s. Dimenticavo, auguri e applausi anche agli amici di DNews.

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Piccoli crimini

Nicotina e musica. Magari accompagnate da una buona dose di grappa. Quella secca, però. Possibilmente di Amarone, perché non c’è cosa peggiore di un superalcolico dolciastro. Si insinua nei succhi gastrici e arriva dritto al cervello, bruciando anche l’ultima – remota – possibilità di non cadere dall’amaca etilica.
Nicotina e musica, dicevamo. Lasciamo perdere per un attimo l’alcol. Ci sono periodi in cui sigarette e note diventano essenziali. Come una carezza dopo le lacrime, un abbraccio dopo giorni di incomprensioni. Il fumo che raschia la gola, taglia i polmoni. Nuoce gravemente alla salute. Come tutti i bisogni d’altronde. Quelli che si insinuano nella mente, anche se non ne hai bisogno. Due voci, inquiete, sferzanti, si muovono su un tappeto d’archi, intrecciato con tasti di pianoforte. Occhi chiusi e l’amaro del tabacco in bocca. Braccia aperte e dita gialle… This is not what I do / It’s the wrong kind of place / To be thinking of you / It’s the wrong time / For somebody new / It’s a small crime / And I’ve got no excuse

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Caos calmo

Arriva il momento di girare la chiave e mettere in moto. Lasciandoti alle spalle la panchina-rifugio da dove hai visto passare volti sconosciuti che diventano amici, volti amici che giocano a rincorrersi. Nel caos calmo di tormenti che ti scivolano addosso. Perché già basta quello che non senti. E non c’è posto per quello che dovresti sentire. Arriva il momento di girare la chiave e muoversi. Verso l’amore trasparente.

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Aforismi

Meglio restar fermi se si ha troppa voglia di correre.

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Ipse dixit

Oggi la premiata ditta Fini-Berlusconi annuncia la presentazione di un simbolo unico per le liste elettorali. “E’ una pagina storica”, commenta il leader di An. Ma pochi mesi fa (pochissimi) i toni erano sostanzialmente diversi. Quando la coerenza diventa un optional…

Gianfranco Fini (9 dicembre 2007): “Si sfida il ridicolo quando Berlusconi dice bisogna essere uniti, bussate e vi sarà aperto. Qui non siamo al teatrino della politica, ma alle comiche finali”.
Gianfranco Fini (9 dicembre 2007): “Non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel partito di Berlusconi”.
Silvio Berlusconi (25 novembre 2007): “La Cdl ormai era un ectoplasma, gli ex alleati mi hanno fatto perdere”.

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Notte di note

La notte scivola via come su una strada ghiacciata. Una stazione dopo l’altra cerco alla radio la canzone che può abbracciare la mia solitudine. Facendola sentire meno sola. Sign your name, Terence Trent D’Arby; Kiss, Prince; Like a rolling stones, Bob Dylan; Bollicine, Vasco Rossi; Una città per cantare, Ron; perfino Everybody needs somebody versione Blues Brothers. A quest’ora le note si intrecciano con la voce armoniosa di uno speaker insonne per mestiere. O con i jingle di una regia automatica, programmata per non disturbare il silenzio delle stelle. Fino all’alba.
Fuori piove. Sento le gocce battere sulla finestra della mia quinta casa in otto anni. Nuova città, nuove abitudini. Tutto da ricostruire.
“Lungo la strada tante facce diventano una”. E la mia si confonde tra malinconiche nebbie del Nord-Est, tra pollini portati in giro lungo mura antiche e stanche di gloria, tra vicoli chiassosi e gonfi di umanità, tra spiagge frustate dal maestrale. C’è sempre l’acqua nel mio peregrinare. Fiumi (Adige, Tevere, Arno) o mare e porti. Quasi a voler sottolineare il distacco dalle colline dove sono cresciuto.
Scivola via la notte, come l’intro di Hang to your love. Trentacinque secondi e il giusto ritmo per raccontare – davanti a un microfono – quanta vita scorre dentro di me. In trentacinque secondi. Prima che Sade cominci a cantare.

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