Facciamo un gioco: proviamo a riportare indietro la lancetta della politica di cinque anni. Il Pd di Veltroni non esiste ancora. C’è l’Ulivo, con gli ex Pci e gli ex Dc di Ds e Margherita impegnati in un difficile percorso unitario. Rifondazione comunista è un partito forte, presente in molte giunte locali. Al governo nazionale ‐ come oggi – Silvio Berlusconi. Firenze e Napoli sono due roccaforti, inespugnabili, del centrosinistra. Domenici e Jervolino due sindaci che hanno un ruolo di primo piano nei rispettivi partiti. Stimati, forse più a livello nazionale che da napoletani e fiorentini. Eppure già allora si intravedeva un destino comune per le due città e per i loro primi cittadini.
Enrica Amaturo, preside della facoltà di Sociologia di Napoli, proprio nel 2003, in un interessante studio dal titolo “Capitale sociale e classi dirigenti a Napoli” (Carocci), metteva in evidenza la “forma piramidale” del potere in città: “La struttura di influenza appare piuttosto verticistica e il potere decisionale sembra concentrato in un ristretto gruppo di soggetti, per lo più politici, stretto intorno al sindaco di Napoli e al presidente della Regione Campania, che godono di una leadership indiscussa”. Amaturo descriveva un sistema di potere con una “scarsa integrazione tra i diversi ambiti di influenza” in quanto “raggruppato in sottoinsiemi omogenei al loro interno e piuttosto segregati tra loro, che sembrano comunicare soprattutto attraverso la mediazione di alcuni esponenti del mondo universitario, che fungono da collegamento privilegiato tra politica ed economia”. Un sistema che blocca il fermento civico, il rinnovamento e la formazione di una nuova classe dirigente. Certo, Napoli non è Firenze. E Firenze non è Napoli. Il terremoto politico-giudiziario di queste settimane ha epicentri e modalità diversi. Ma cosa emerge dalle intercettazioni telefoniche dell’inchiesta su Castello se non un ristretto gruppo di potere politico-economico che controlla, gestisce, condiziona decisioni importanti, spesso sottraendosi al confronto cittadino?
Oggi, rispetto a cinque anni fa, c’è il Pd. Rifondazione comunista è confinata in un fortino di nostalgici duri e puri. La sinistra riformista e ambientalista tenta (invano) di trovare spazi, idee. Sembra passato quasi un secolo. Invece è cambiato davvero poco. Perché il Pd, esaurito l’entusiasmo mediatico degli albori, mostra tutte le crepe di un partito costruito come sommatoria di apparati dirigenti (Ds e Margherita), che preferiscono lasciare in soffitta l’idea (il sogno veltroniano?) di una forza moderna, aperta alla società. “E’ necessario chiarirsi: partito forte o partito leggero, partito degli elettori o degli iscritti?”, argomenta il politologo Roberto D’Alimonte in un’intervista al Corriere fiorentino pubblicata mercoledì scorso. Intanto, mentre il Pd litiga su possibili dimissioni e primarie con o senza alleati, i sistemi di potere napoletano e fiorentino scricchiolano. Ancora una volta è la magistratura a brandire il martello. Jervolino e Domenici, da simbolo della “stagione dei sindaci”, si ritrovano davanti alle telecamere (con o senza catene) a dover difendere il loro “onore”, la loro “onestà”. Destino amaro, destino comune. Forse Napoli e Firenze, nella loro storia, non sono mai state così vicine.





Forzatura e non parallelismo.Napoli e Firenze non sono mai state vicine.Basta camminarci.Domenici e Jervolino sono due persone distinte.Meglio:Domenici lo è.La Jervolino è la Jervolino.E Napoli è la città piena di spazzatura,invivibile,piena di malavitosi e camorristi.Piena di nullafacenti, di avvocati e filosofi.”Filosofi”,non cittadini.Avvocati,non cittadini.Napoli è la città dove la disoccupazione diventa la scusa per non lavorare e la camorra la scusa per lamentarsi e da ragione alla camorra.E’ la città di Saviano,appunto.L’avevi scritto in un post precedente.
Napoli non è la città di Saviano (leggere l’ultima intervista del prefetto Pansa pubblicata sul Magazine del Corriere della sera). E Firenze non è un salotto lindo e pinto. Ma il mio “parallelismo” non è riferito a come si vive nelle due città (tra l’altro, sono napoletano e vivo e lavoro a Firenze quindi un’idea piuttosto precisa me la sono fatta), ma alla struttura del sistema di potere. Che, per molti versi, è simile. Basta leggere un po’ di intercettazioni telefoniche dell’inchiesta su Castello. Domenici e Jervolino sono due persone distinte, certo. Ma entrambi, in questo momento, si rifiutano di fare i conti con quello che è successo nelle stanze dei loro comuni. E proprio per questo, a mio parare, hanno un atteggiamento simile.
Possibilmente,nelle stanze dei due comuni ci saranno stati atteggiamenti similari rispetto al potere.Possibile.C’era un governo di centrosinistra in Italia,un’amministrazione di centrosinistra in Campania ed un’altra amministrazione di centrosinistra a Napoli.E Napoli era piena,stracolma di spazzatura.L’incapacità è stata talmente evidente che, se Berlusca fosse veramente immortale,verrebbe eletto per almeno altre cinque tornate.E Veltroni farebbe sempre la sua politica virtuale,quella del saputello scolastico.A Firenze le strade vengono lavate.Tu lo vedi ogni giorno.Sicuramente,nei due comuni ci sono effetti dell’esercizio del potere diversi.E’ lampante.A sto punto conta più ciò che è successo dentro le stanze,o per le strade?Corriamo tutti il rischio di essere veltronucci.E di doverci guardare persino da Di Pietro.Io so che,se una famiglia non spazza almeno la casa,è una famiglia scalcagnata.Prima si pulisce e dopo si fa politica.Oppure si ripulisce prima la casa da quella sua politica e dopo si fa il veltroni.
P.S..Grazie perchè mi leggi.Leggo tanti blog,ma solo su questo replico(Oh,io x me stesso sono importante).Mi piace.E’ pulito
Io penso che l’unica differenza sia di ordine, come dire, storico-culturale. A Firenze ci sono ancora cittadini che si scandalizzano e fanno sentire la loro voce se vedono se qualcosa non va (per esempio strade sporche, che comunque non mancano). A Napoli si accetta con rassegnazione. La storia dei rifiuti poi merita un ragionamento a parte, perché è il più grande scandalo italiano (e bada bene, italiano, non napoletano o campano) degli ultimi cinquant’anni. L’esercizio del potere – e di questo sono convinto – dà effetti diversi perché probabilmente c’è un senso della cittadinanza più spiccato a Firenze rispetto a Napoli. Comunque, per me conta quello che succede dentro le stanze perché è un chiaro sintomo di uno scadimento senza precedenti della democrazia. Non esistono più partiti, non esistono più luoghi dove discutere di idee, e la politica è lasciata nelle mani di nani e ballerini, che si muovono sbeffeggiando ogni tipo di regola (giuridica e morale). A Napoli, come a Firenze e in tante altre città italiane.
P.s. Veltroni è inadeguato, buffo, inconcludente: son d’accordo con te. Ma Berlusca è un bluffatore nato… sulla storia dei rifiuti ci ha marciato. Eccome: in questi giorni sono a Napoli e – ti assicuro – l’immondizia l’ha nascosta sotto il tappeto…
Ma pure io sono a Napoli ed io pure vado spesso a passeggiare a Firenze.Almeno per una decina di giorni l’anno. Sempre, quando si comincia a menarla sullo storico-culturale e sul socio-culturale, io storco il naso. Il “culturale” spesso diventa una barriera protettiva, una scusante. La cultura la fanno le persone e pure la spazzatura nelle strade la mettono le persone. Le strade le sporcano loro. Quindi, sarà sicuramente un problema nazionale, quello della spazzatura ma, come il colera, la camorra, è capitato a Napoli. Pensa tu che ora la raccolgono regolarmente ma sempre c’è gente che getta sacchetti per strada. Potremmo dire che sia un problema culturale, ma non avremmo detto nulla. Dobbiamo dire che i napoletani sono colpevoli. Poi, la Repubblica è cambiata. Abbiamo un governatore di nome Bassolino. Un sindaco di nome Jervolino. Sono persone e non problema storico-culturale. Sono incapaci espressi da un popolo colpevole. Insomma, mettere in parallelo Napoli e Firenze è forzato. Berlusconi…si, lo detesto pure io. Se devo dirla, me ne vergogno ogni volta che va all’estero. Prodi,però,nemmeno sotto il tappeto è riuscito a mettere alcun problema. La gente l’ha capito ed ora diffida del pur bamboccione Veltroni. Ne diffida al punto da non considerarlo proprio. La gente mostra di amare Maroni. Lega. Pure lì, se ricordi, quelli che si sono sempre interessati del “culturale” hanno scritto cataste di libri e sprecato sorrisi e sarcasmo. È sempre più Lega ora. Che siano gli unici a portare un’idea?E quale?Questa?Napoletani,imparate a camminare e non rompete più il cazzo col vostro pianto ed i vostri filosofi fannulloni!Napoletani,andate sotto palazzo San Giacomo e buttate di sotto la Jervolino,visto che sapete protestare per le discariche. Insomma, a dirla fumosa, migliorate la vostra cultura per migliorare la vostra storia.
Napoli-Firenze?Trascuratezza-cura.Inciviltà-civiltà.!1300-2009.Dovrai proprio essere abituato a tanto malgoverno per poter anche solo immaginare un confronto