Quindici giorni bastano a tirare il fiato dopo quasi sette mesi ininterrotti di (duro) lavoro? Forse sì, forse no. Comunque, danno l’opportunità almeno di fermarsi e riuscire a pensare alle cose che fuggono via nel tran tran quotidiano. E allora metto qui un po’ di riflessioni maturate in questi giorni:
- Quando programmi un viaggio in una città che sogni di visitare da tempo, alla fine è meglio che lo fai. Anche da solo, se la persona che aveva accettato di venire con te ti tira il bidone.
- La costiera amalfitana di metà settembre – e senza la marmaglia agostana – è ancora più bella (e le delizie al limone sono sempre più buone).
- Lasciarsi sorprendere da un incontro è come scoprire una nuova parte di sé.
- Non si finisce mai di imparare (ma anche di sbagliare).
- Lo stress decide di venire a galla (sotto forma di febbre e strani disturbi) sempre nei momenti in cui abbassi la guardia: perciò è meglio non distrarsi o almeno far finta di non farlo.
- Gli odori di settembre invadono l’anima, danno un senso di lievità.
- Un giorno perfetto di Ozpetek è un film troppo triste, Kung Fu Panda invece quello più divertente degli ultimi anni.
- La solitudine dei numeri primi è un bel libro, scritto bene: fila via liscio in modo piacevole. Ma la storia è costruita in modo così sapiente da sembrare davvero artificiale.
- Ho ritrovato il gusto di cucinare. Speriamo di non perderlo entro una settimana.





Ciao carissimo…buone ferie e mi raccomando rilassati!!!
un abbraccio ..Virginia
Divertente, molto divertente (anche Kung fu Panda, il mio personale nuovissimo eroe)… bella lista antò, qualche appunto qua e là 8che già immagini), ma mi piace assai il ritmo.